I costumi si riferiscono alle spose o all'eleganza
della festa.
Sono composti, nella parte interna da una camicia (pittina) collegata
ad un paio di mutandoni finemente lavorati: ricamati al traforo e adornati
alle estremità, tra le pieghe, da nastrini dai colori gentili.
Il corpetto del vestito è sagomato ai fianchi
e valorizza i seni prosperosi della donna siciliana (indice di fecondità):
è ricamato in oro o argento e riprende i temi dell'abbondanza (spighe,
fiori, frutta, ecc.).
L'ampia gonna, in tessuto operato o in raso, è arricciata ai fianchi
e viene parzialmente coperta sul davanti da un grembiule ricamato al tombolo
(fantali) e riproduce soggetti sacri o frutta e uccelli.
I capelli, chiusi alla nuca dal 'tuppu' (una specie
di nodo fatto con gli stessi capelli), vengono coperti da una mantellna
in raso che riprende gli stessi ricami in oro del corpetto; oltre a mantenere
un comportamento più 'castigato', la mantellina serve a valorizzare
e a far risaltare il viso della donna (a facciuzza di cire, l'occhiuzzi
niuri, la vucca di nenti o la vucca di rosa).